4 consigli per un Natale friulano

Buone feste con Bottega Errante Edizioni 

« Un giorno, la contessa fece lustrare tutto il rame della cucina. Su un grande tavolo si ammonticchiavano le regalìe dei mezzadri: polli, oche, tacchini in un groviglio vivo e convulso. Il conte Stanislao andava regolarmente a controllare le cassette dove quelle anguille che lui catturava in palude, tra ottobre e novembre, si purificavano immerse nell’acqua corrente. Ci sarebbero stati due pranzi: uno nella notte della vigilia, solo per i familiari; un altro nel giorno di S. Stefano, a cui avrebbero partecipato anche il podestĂ , il prete e altre persone importanti del paese. Poi, nel giorno dei Santissimi Innocenti, una distribuzione di dolciumi ai figli dei mezzadri. Poi una “bicchierata per tutti” offerta dal conte Stanislao nell’ultima notte dell’anno. Insomma l’unica variante in quel rituale fissato da sempre erano i fuochi dell’Epifania: soppressi da una speciale ordinanza della prefettura. Ma il conte Stanislao sostenne che lui, il suo mucchio di canne di granoturco l’avrebbe bruciato anche stavolta. E tutti gli diedero ragione » 

Elio Bartolini (Affari friulani del sabato sera)

(Merry Christmas) Bon Nadâl!

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immagini via pixabay.com